L’età prescolare è un periodo straordinario: i bambini iniziano a comprendere il mondo non solo attraverso ciò che vedono, ma soprattutto attraverso ciò che sentono. Tra i 3 e i 6 anni si gettano le basi dell’empatia e dell’intelligenza emotiva, competenze fondamentali per la vita adulta.
Uno degli strumenti più potenti – e allo stesso tempo più naturali – per favorire questo sviluppo è il gioco di ruolo.
Perché il gioco è un alleato educativo così efficace
Per un bambino il gioco non è una pausa dall’apprendimento: è il modo principale di imparare. Attraverso il gioco simbolico il bambino rielabora le esperienze quotidiane, dà senso alle emozioni e sperimenta nuove modalità di relazione.
Nei giochi di ruolo il bambino “diventa” qualcun altro: un genitore, un amico, un insegnante, un personaggio immaginario. In questo spazio protetto può esplorare emozioni, relazioni e regole sociali senza pressioni o giudizi.
Giochi di ruolo ed empatia: mettersi nei panni dell’altro
L’empatia non si insegna con le spiegazioni, ma con l’esperienza. Quando un bambino interpreta un ruolo diverso dal proprio:
- sperimenta punti di vista nuovi
- prova a immaginare cosa sente l’altro
- comprende che le emozioni possono essere diverse dalle sue
Ad esempio, fingere di essere un bambino triste o un genitore che consola permette di vivere emotivamente la situazione, non solo di osservarla. È così che l’empatia prende forma.
Sviluppare l’intelligenza emotiva giocando
L’intelligenza emotiva comprende diverse abilità che i giochi di ruolo stimolano in modo spontaneo:
- Riconoscere le emozioni: nominare e rappresentare gioia, rabbia, paura, sorpresa
- Esprimere le emozioni: dare voce a ciò che si prova in modo accettabile
- Regolare le emozioni: trovare strategie per calmarsi, aspettare, chiedere aiuto
- Gestire le relazioni: affrontare conflitti, fare pace, cooperare
Nel gioco, anche le emozioni “difficili” diventano accettabili e gestibili.
Il ruolo del genitore: presenza consapevole
Nel coaching genitoriale parliamo spesso di presenza più che di controllo. Nei giochi di ruolo l’adulto non deve dirigere, ma accompagnare.
Alcuni atteggiamenti utili:
- seguire l’iniziativa del bambino
- osservare senza intervenire subito
- dare parole alle emozioni (“Sembra molto arrabbiato”)
- fare domande aperte (“Cosa potrebbe aiutarlo ora?”)
- evitare giudizi o lezioni morali durante il gioco
Il bambino ha bisogno di sentirsi libero di esplorare, non valutato.
Idee semplici di giochi di ruolo da fare a casa
Non servono giochi costosi o preparazioni elaborate. Bastano tempo, attenzione e disponibilità.
- Scambio di ruoli: il bambino fa il genitore, l’adulto il bambino
- Il dottore delle emozioni: si “curano” pupazzi tristi o arrabbiati
- Storie inventate: creare e interpretare una storia insieme
- Situazioni quotidiane: l’ingresso all’asilo, un litigio, il momento della nanna
- Personaggi emotivi: ogni pupazzo rappresenta un’emozione
Anche 10–15 minuti al giorno possono avere un impatto significativo.
Benefici che durano nel tempo
I bambini che sperimentano regolarmente il gioco di ruolo tendono a:
- comunicare meglio ciò che provano
- mostrare maggiore sensibilità verso gli altri
- gestire meglio frustrazione e conflitti
- costruire relazioni più equilibrate
In altre parole, stanno sviluppando competenze emotive che li accompagneranno per tutta la vita.
In conclusione
In un mondo che corre veloce, il gioco può sembrare secondario. In realtà, per un bambino, il gioco è il linguaggio dell’anima.
Attraverso i giochi di ruolo, i genitori hanno un’opportunità preziosa: aiutare i propri figli a diventare adulti empatici, consapevoli e emotivamente competenti… semplicemente sedendosi sul pavimento e giocando con loro.
