Dott.ssa Alessia Mincinesi

Il Gene MTHFR: Funzione, Mutazioni e Implicazioni Cliniche

2025-07-13 21:14

Dott.ssa Alessia Mincinesi

Naturopatia,

Il Gene MTHFR: Funzione, Mutazioni e Implicazioni Cliniche

Il gene MTHFR (Metilene-Tetraidrofolato Reduttasi) è responsabile della produzione dell’enzima omonimo, essenziale nel metabolismo dell’acido folico e

Il gene MTHFR (Metilene-Tetraidrofolato Reduttasi) è responsabile della produzione dell’enzima omonimo, essenziale nel metabolismo dell’acido folico e nella conversione dell’omocisteina in metionina. Una mutazione in questo gene può portare a disfunzioni metaboliche con serie implicazioni per la salute, comprese condizioni neurologiche, cardiovascolari e infiammatorie croniche.


 


 


 


 

1. Funzione del gene MTHFR


 


 

L’enzima MTHFR svolge un ruolo chiave nel ciclo dei folati, catalizzando la conversione del 5,10-metilen-tetraidrofolato in 5-metiltetraidrofolato, il principale donatore di gruppi metilici per la metilazione dell’omocisteina in metionina. Questa reazione è cruciale per la sintesi di DNA, la metilazione epigenetica e la detossificazione cellulare.


 


 


 


 

2. Mutazioni comuni del gene MTHFR


 


 

Le due mutazioni più studiate del gene MTHFR sono:


 

  • C677T (rs1801133): Sostituzione della citosina (C) con la timina (T) nella posizione 677, che comporta una ridotta attività enzimatica fino al 70% nei soggetti omozigoti TT.
  • A1298C (rs1801131): Sostituzione dell’adenina (A) con la citosina (C) nella posizione 1298, con effetti meno marcati ma comunque rilevanti in soggetti con mutazioni combinate.


 


 


 


 


 

3. Conseguenze metaboliche


 


 

Le mutazioni in MTHFR comportano un accumulo di omocisteina, un amminoacido tossico se presente in elevate concentrazioni nel sangue. L’iperomocisteinemia è associata a danni endoteliali, stress ossidativo e processi infiammatori sistemici.


 

Fonte: Frosst P, et al. A candidate genetic risk factor for vascular disease: a common mutation in methylenetetrahydrofolate reductase. Nat Genet. 1995;10(1):111-113.


 


 


 


 

4. Patologie associate alle mutazioni MTHFR


 


 


 

A. Malattie cardiovascolari


 


 

L’aumento dell’omocisteina è un noto fattore di rischio per ictus, infarto miocardico e trombosi venosa profonda. L’omocisteina danneggia il rivestimento dei vasi sanguigni, promuove l’aggregazione piastrinica e aumenta il rischio di coaguli.


 

Fonte: Wald DS, et al. Homocysteine and cardiovascular disease: evidence on causality from a meta-analysis. BMJ. 2002;325(7374):1202.


 


 

B. Disturbi neurologici


 


 

Le mutazioni MTHFR sono state collegate a depressione, disturbi cognitivi, autismo, schizofrenia e Alzheimer, probabilmente per via della ridotta metilazione del DNA e della carenza di neurotrasmettitori metilati come la serotonina e la dopamina.


 

Fonte: Goyette P, et al. MTHFR gene variants: epidemiology and relationship to homocysteine levels. Am J Hum Genet. 1998;62(1):12-26.


 


 

C. Infiammazioni croniche


 


 

L’iperomocisteinemia promuove la produzione di citochine infiammatorie e radicali liberi, contribuendo allo sviluppo di patologie autoimmuni come artrite reumatoide e lupus, oltre a malattie intestinali croniche come il morbo di Crohn.


 

Fonte: Selhub J. Homocysteine metabolism. Annu Rev Nutr. 1999;19:217-246.


 


 

D. Complicanze in gravidanza


 


 

Le donne con mutazioni MTHFR, specie in forma omozigote C677T, sono più a rischio di aborti spontanei ricorrenti, preeclampsia e difetti del tubo neurale nei feti, a causa della ridotta disponibilità di folati attivi.


 

Fonte: Nelen WL, et al. Hyperhomocysteinemia and recurrent early pregnancy loss: a meta-analysis. Fertil Steril. 2000;74(6):1196-1199.


 


 


 


 

5. Approccio terapeutico e prevenzione



 

Non esiste una cura definitiva per le mutazioni MTHFR, ma la gestione si basa su:


 

  • Integrazione con folati attivi (5-MTHF, non acido folico sintetico)
  • Vitamine del gruppo B (B2, B6, B12) per supportare la metilazione
  • Controllo dell’omocisteina con analisi periodiche
  • Stile di vita sano, con dieta ricca di verdure a foglia verde, riduzione dello stress ossidativo, attività fisica


 


 

Fonte: Liew SC, Gupta ED. Methylenetetrahydrofolate reductase (MTHFR) C677T polymorphism: epidemiology, metabolism and the associated diseases. Eur J Med Genet. 2015;58(1):1-10.


 


 


 

Conclusioni


 


 

Il gene MTHFR, se mutato, può compromettere numerosi processi fisiologici, aumentando il rischio di patologie cardiovascolari, neurologiche e infiammatorie. La consapevolezza genetica e la prevenzione nutrizionale rappresentano strumenti fondamentali per la gestione clinica e la riduzione del rischio. È consigliabile, in caso di familiarità con le condizioni sopra descritte o sintomi persistenti, eseguire un test genetico e rivolgersi a un professionista esperto in medicina funzionale o nutrigenetica.

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